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Per i lavoratori domestici la dichiarazione dei redditi è obbligatoria sempre, tranne he per colf, badanti e baby sitter che nell’anno precedente hanno percepito meno di 8.174 euro

I lavoratori domestici sono sempre obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi perchè il datore di lavoro, nel loro caso,non è sostituto di imposta. Colf, badanti e baby sitter, quindi, sono sempre obbligati a presentare il modello 730 o il modello redditi Pf, a meno che non ricadano nella no tax area.

Per questi lavoratori, come detto, il datore di lavoro non agisce in qualità di sostituto d’imposta, come invece avviene nella generalità dei rapporti di lavoro, e di conseguenza è il lavoratore a farsi carico delle imposte dovute al Fisco.

I lavoratori domestici, mensilmente, percepiscono uno stipendio a cui non è stata sottratta l’Irpef. Per questo motivo, per il calcolo dello stipendio netto di colf e badanti è sufficiente sottrarre dalla cifra pattuita i contributi previdenziali versati dal datore di lavoro (che a sua volta può dedurli dalla dichiarazione dei redditi). Questo non significa che sullo stipendio percepito non si versa l’Irpef, ma solo che questa viene pagata in un secondo momento dal collaboratore domestico stesso, in fase di dichiarazione dei redditi, appunto.

Con la dichiarazione dei redditi 2023 viene calcolata l’imposta effettivamente dovuta considerando i redditi percepiti nell’anno precedente. Da questa però andranno sottratti bonus, deduzioni e detrazioni, come ad esempio quelle da lavoratore dipendente che, in quanto il datore di lavoro non agisce come sostituto d’imposta, non sono state riconosciute in busta paga. Lo stesso dicasi dell’ex bonus Renzi, oggi chiamato trattamento integrativo, che spetta anche ai lavoratori domestici e per questo può essere recuperato dalla dichiarazione dei redditi.

Cosa serve per la dichiarazione dei redditi di colf e badanti

I documenti necessari per inviare la dichiarazione dei redditi sono diversi. A non poter mai mancare è la certificazione unica consegnata dal datore di lavoro, nella quale è indicato il reddito effettivamente percepito nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione.

In presenza di più datori di lavoro, ci dovranno quindi essere tante certificazioni uniche quanti sono stati i datori di lavoro nel 2022.

Quali imposte devono versare colf e badanti

Il rapporto di lavoro domestico è tassato al pari del normale rapporto di lavoro subordinato, con la differenza che per colf, badanti e baby sitter le imposte non vengono già trattenute dal datore di lavoro.Per questo motivo, con la dichiarazione dei redditi che viene inviata nell’anno successivo si andranno a dichiarare tutte le entrate percepite, così che l’Agenzia delle Entrate possa calcolare l’ammontare di quanto complessivamente dovuto.Nel dettaglio, in sede di conguaglio verrà calcolata l’Irpef complessivamente dovuta, con l’aggiunta delle addizionali regionali e comunali. Irpef che nel periodo che va dall’1° gennaio al 31 dicembre 2022 è cos’ calcolata:

• 23% del reddito per lo scaglione compreso tra 0 e 15 mila euro, con una no tax area fissata a 8.174,00 euro;

• 25% del reddito tra 15.001 e 28 mila euro;

• 35% del reddito tra 28.001 e 50 mila euro; •

per la parte di reddito che supera i 50 mila euro.

l’Irpef dovuta è del 43%

.A quali detrazioni hanno diritto colf e badanti Al pari di quanto previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti, anche colf e badanti hanno diritto alla cosiddetta detrazione da lavoro dipendente. Anche per questa si continuano ad applicare le regole in vigore nel 2022.

Detrazioni lavoro dipendente 2022: come cambia il calcolo, novità e risparmi sulle tasse

Altre detrazioni a cui si ha diritto sono quelle per familiari a carico , così come tutte le altre garantite dai vari bonus (qui l’elenco completo).

Conguaglio dichiarazione dei redditi colf e badanti

In sede di dichiarazione dei redditi viene effettuato il cosiddetto conguaglio fiscale, con il quale si verifica qual è l’effettivo ammontare delle imposte da versare in base al reddito percepito, al netto delle detrazioni a cui si ha diritto.

Da questa operazione ne può risultare un credito in favore del contribuente (il cosiddetto bonus Irpef) o un debito. Nel caso di colf e badanti che nel 2022 non hanno avuto altri rapporti di lavoro dipendente, quindi, il conguaglio non sarà mai a credito dal momento che l’Irpef versata nell’anno in cui ha avuto luogo la prestazione di lavoro è stata pari a zero.

Al massimo, nella migliore delle ipotesi, le detrazioni previste potrebbero ridurre l’imposta dovuta fino a zero.

Come funziona il pagamento delle imposte per colf e badanti

Qualora dal modello 730/2023 o dal modello Redditi Pf ne risulti un debito, questo dovrà essere pagato attraverso F24. Nel caso delle dichiarazioni dei redditi inviate grazie al supporto di caf e patronati, questo adempimento si può assolvere direttamente grazie agli stessi intermediari.

In alternativa, è possibile versare quanto dovuto utilizzando l’apposito servizio presente nell’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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