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Siamo in un periodo davvero cruciale per le famiglie la cui Badante decide di andare in ferie. Noi di Cuore cerchiamo di spiegarVi come la famiglia deve comportarsi e quali costi aggiuntivi deve sostenere

La parola spetta al datore di lavoro, che dovrà tenere conto anche delle esigenze del lavoratore. Il calcolo della retribuzione

Durante le ferie,  molti preferiscono trascorrere il tempo libero con parenti e amici, ma anche per le Badanti vale lo stesso discorso. Cosa fare, allora, quando la Badante va in ferie? E, soprattutto, a chi rivolgersi per sostituirla in via temporanea?

Proprio come ogni altro lavoratore, anche le Badanti  hanno diritto a godere di un periodo di ferie concordato direttamente col datore di lavoro. In questi casi, è molto importante accordarsi per tempo e non far mancare il supporto necessario all’assistito, soprattutto se quest’ultimo non è autosufficiente.

Ma quanti giorni di ferie spettano alla Badante?

Fissiamo i punti cardine del relativo calcolo. Qualunque sia l’orario di lavoro il lavoratore domestico ha diritto, per ogni anno di servizio, a un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi (art. 18 dell’attuale contratto collettivo di lavoro). Se il lavoro è inferiore all’anno le ferie vengono ridotte, assegnando 1/12esimo di 26 per ogni mese di lavoro (2,16 giorni di ferie al mese). Così, ad esempio, sette mesi di lavoro daranno diritto a 15 giorni di ferie. Un chiarimento a verbale del contratto spiega che la settimana lavorativa, quale che sia la distribuzione dell’orario di lavoro settimanale, è considerata di sei giorni lavorativi, dal lunedì al sabato ai fini del calcolo delle ferie.

Chi decide le ferie
 
Come e chi decide il periodo di ferie? La decisione spetta al datore di lavoro il quale deve tenere conto “anche delle esigenze del lavoratore”. Di norma, salvo diverso accordo tra le parti, le ferie sono fissate nel periodo che va da giugno a settembre.
Ma cosa succede se la Badante vuole fare le ferie, ad esempio, in agosto mentre il datore di lavoro chiude casa in settembre ? Può costringere la colf a prendere le ferie in settembre?  Chiarisce Teresa Benvenuto, segretaria nazionale dell’Assindatcolf: “ Se nel contratto di lavoro è stato stabilito che le ferie della Badante  vanno fatte contemporaneamente a quelle  del datore di lavoro, la Badante deve rispettare il patto e se ha necessità di allontanarsi in agosto deve chiedere un permesso senza stipendio”.
Se la colf/Badante è straniera, è possibile che le ferie 2023 non vengano fatte per legarle alle ferie 2024, di modo che l’interessata abbia più tempo per tornare in patria (ovviamente per un rimpatrio non definitivo).
 
Giorni frazionati
 
Prendere e pretendere le ferie è un diritto irrinunciabile. La legge italiana e le regole europee impongono un periodo di quattro settimane (o inferiore nell’ovvio caso in cui il lavoratore abbia diritto a un numero inferiore di giorni). E il periodo deve essere continuativo. Questa regola ammette però l’eccezione: è possibile frazionare le ferie in due periodi all’anno, dietro accordo delle parti. Perciò il datore di lavoro e la Badante possono stabilire di fare le ferie, ad esempio, per due settimane in agosto e due settimane in febbraio. In ogni caso – ove ci sia necessità di spostare  le ferie più in là – le altre due settimane devono essere consumate entro 18 mesi dall’anno in questione (le ferie 2023 entro giugno 2024)

Quale retribuzione spetta alla badante durante i giorni di ferie?


Come vanno pagate le ferie? Vanno pagate come se la colf o la Badante fossero presenti al lavoro. Si liquida perciò la stessa paga oraria o mensile di sempre. Per ogni giornate di ferie il lavoratore ha diritto, così dice il contratto collettivo, a “1/26esimo della retribuzione globale di fatto mensile”.

 Sostituzione Badante per ferie: come comportarsi?

Detto ciò, appare chiaro come ogni famiglia debba provvedere alla sostituzione Badante per ferie almeno durante i periodi di assenza prolungata, ricorrendo a un’alternativa utile e, soprattutto, affidabile. Ma in che modo procedere? È possibile optare per due diverse soluzioni, ovvero: richiedere un supporto occasionale per un breve periodo; assumere un’altra persona a tempo determinato.

È necessario procedere con un’altra assunzione?

 La Badante temporanea dovrà essere assunta con un contratto regolare. In tutti i casi previsti dalla legge, è obbligatorio procedere alla stesura di un secondo contratto di lavoro, la cui durata deve combaciare con le ferie accordate alla Badante titolare.

Occorre, quindi, comunicare tutte le informazioni utili all’INPS, optando per un contratto a “tempo determinato per sostituzione” e versare i contributi previdenziali anche alla badante temporanea. Pertanto, la famiglia è tenuta a versare un doppio stipendio, più i relativi contributi: alla Badante titolare (i contributi vanno versati anche durante i periodi di ferie) e all’assistente domiciliare che la sostituisce.