Cuore oggi vi parla dei reati che si commettono nell’avere una Badante in Nero
Il lavoro domestico, in particolare il lavoro di badante è quello maggiormente interessato dal fenomeno dell’irregolarità. Sono circa un milione i casi di colf e badanti in nero.
Né la possibilità di controlli è così scontata in quanto gli ispettori del lavoro o dell’Inps non possono entrare nelle case private, come invece fanno nelle aziende, per via delle leggi che tutelano il domicilio.
In assenza di “denuncia” da parte dello stesso lavoratore, il rapporto in nero prosegue indisturbato.
Ma che succede invece se la badante non vuole essere regolarizzata, rifiutando esplicitamente l’assunzione, magari al fine di continuare a godere dei sussidi per i poveri previsti dalla legge?
I rischi per il datore di lavoro che prende presso di sé una badante in nero sono innanzitutto legati alle sanzioni che lo Stato può irrogare, sanzioni che sono però solo di carattere amministrativo.
In particolare:
- se la bandate ha svolto attività in nero per non oltre 30 giorni, c’è una sanzione da un minimo 1.800 euro a un massimo 10.800 euro;
- se la bandate ha svolto attività in nero per non oltre 60 giorni, la sanzione parte da un minimo di 3.600 euro e arriva ad un massimo di 21.600 euro;
- se la badante ha svolto lavoro in nero per oltre 60 giorni, la sanzione oscilla tra un minimo di 7.200 euro e un massimo di 43.200.
Se la badante è una straniera irregolare, non munita di permesso di soggiorno, il datore di lavoro commette reato e rischia una incriminazione penale.
Ci sono poi altri rischi per chi fa lavorare una badante in nero. Il primo scatta in caso di infortunio sul lavoro: se la lavoratrice infatti non è assicurata, il datore di lavoro deve rispondere del danno fisico patito dall’interessata risarcendone tutte le conseguenze.
Pesanti sanzioni per il datore di lavoro che tiene una badante in nero
Hai una badante che si prende cura di un familiare ma non hai potuto assumerla, e quindi la tieni “in nero”, non pagandole i contributi?
Forse non sai che, sebbene paghi uno stipendio alla tua badante in nero, questo è sfruttamento e che la badante dopo un po’ di tempo ti può fare causa e chiedere un risarcimento per le somme non percepite!
Ecco cosa succede quando la badante fa causa
Quando la badante fa causa al datore di lavoro, il giudice si esprime sempre positivamente nei confronti del primo, in quanto assumere una persona in nero è irregolare e punito dalla legge.Una delle prime rivalse che ottiene la badante dopo la denuncia è il versamento dei contributi Inps, che devono essere pagati dal datore di lavoro.
Quest’ultimo inoltre, non deve pagare solo i contributi alla badante, ma anche le sanzioni previste in materia.
Quali sono le sanzioni per aver una badante irregolare?
Stipendio badante in nero:
la liquidazione da dare alla badante senza contratto
I problemi però non sorgono solo per il mancato pagamento dei contributi e l’iscrizione all’Inps.
Assumere un lavoratore a nero, che poi fa causa, comporta anche il pagamento di tutte le somme non retribuite nello stipendio durante il rapporto di lavoro quali: tredicesima, quattordicesima, trattamento di fine rapporto (liquidazione) e le ferie non godute.
Secondo quanto previsto dalla legge italiana infatti, anche se la dipendente è stata tenuta a nero, dopo il licenziamento e la causa contro il datore di lavoro, quest’ultimo è tenuto a riconoscergli anche la liquidazione maturata nel periodo in cui ha prestato servizio come badante in nero.
Non solo, oltretutto se i pagamenti dello stipendio della badante in nero sono in contanti, come si presume quando si ha un lavoratore assunto senza contratto, si devono integrare anche le mensilità con quanto dovuto secondo il Contratto Collettivo Nazionale.
Le sanzioni per il lavoratore che lavora in nero
La badante in nero che denuncia il datore di lavoro, per il mancato versamento dei contributi e di un contratto regolare, non rischia alcuna ripercussione, a meno che non si verifichi una specifica situazione.Quando si lavora a nero mentre si prende la disoccupazione NASPI, si rischia non solo il ritiro della prestazione a sostegno del reddito, ma di conseguenza si devono restituire tutte le mensilità ricevute sino al momento in cui non si è stati scoperti a lavorare in nero, o non si è fatta causa al datore di lavoro.
Infine, se si è presentato in precedenza all’Inps o al Centro per l’Impiego lo “stato di disoccupato”, anche senza percepire alcuna indennità, si è accusati di Falsità Ideologica e si è perseguibili per legge, con una sanzione che può raggiungere anche i due anni di reclusione.
Come assumere una badante in regola?
Il lavoro delle badanti è di aiuto nei confronti delle persone a noi care deve essere riconosciuto con un commisurato trattamento economico e contrattuale.
Ecco perché quando si ha bisogno di assistenza familiare è bene evitare il pericoloso “fai da te” per risparmiare, il che può causare difficoltà nella gestione del personale, amministrativa e fiscale e generare spiacevoli conseguenze ed illeciti.
Affidarsi ad un’agenzia di badanti come CUORE SRL è la scelta giusta! Perché solo un agenzia può supportarti in tutto questo garantendoti un servizio professionale e continuativo.
Vuoi avere maggiori informazioni sull’argomento? Contattaci, saremo lieti di aiutarti.
